A passo di tango con Zotto

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Non un semplice ballo. Il tango ha dato l’identità ad un paese divenendone poi storia e tradizione che affonda malinconicamente in solide radici. L’argentino Miguel Angel Zotto, ballerino di tango, creatore di spettacoli apprezzati in tutto il mondo, è nato e vissuto a “pane e tango”.

Che cos’è il tango?

“Il tango è un atto d’amore. Il tango è racchiuso nel movimento della donna che fa dell’ocho attorno all’uomo. E così lui deve riuscire a comandare bene l’ocho alla donna poiché il novanta per cento del tango è la guida dell’ocho”.

Il tango è una tradizione di famiglia, come ha iniziato?

“Il tango ha fatto parte della mia vita fino dall’infanzia. Mio nonno ballava e anche mio padre. In particolare, mio padre aveva sette fratelli, tutti ballavano, ma il più grande era paralizzato ed ascoltava tutto il giorno alla radio le “Storie di tango”. Erano gli anni intorno al 1958. La città di Buenos Aires viveva di tango, soprattutto nel fine settimana e anche nelle feste, nei matrimoni, nei compleanni, nei caffè, per strada”.

Che cosa è rimasto dal ballo in origine, come si è evoluto?

“Non lo avevo compreso in tutti questi anni, solo qualche tempo fa ho capito che è il movimento dell’ocho è il motore della danza, è il fulcro del movimento, è la madre del tango. Nel tempo ho dovuto modificare qualcosa negli spettacoli per avvicinare più persone al tango. Ma tra tango nuevo, tango milonguero ed il resto non ci sono differenze, il tango è uno solo poi ci sono diversi stili”.

E la musica che importanza ha?

“Proprio la musica è nata per dare l’identità ad un paese, ad una città, che non l’aveva, divenuta meta di immigrati da tutto il mondo, tra i quali moltissimi italiani. E l’identità è la cultura. Abbiamo una tradizione relativamente recente, di duecento anni, nata dalle orchestre di tango, nelle quali, negli anni, si sono incorporati nuovi strumenti. Le orchestre giravano e suonavano molto e servivano sempre nuove canzoni dal vivo e così si è creata la variegata tradizione musicale”.

In giro per il mondo che riscontri ha avuto, il tango è amato  e ci sono delle zone in cui è più diffuso?

“Sicuramente in Italia il tango è molto seguito, anche perché gli immigrati italiani in Argentina sono tantissimi. Tranne forse che nel deserto del Sahara (ride nds) i riscontri positivi li ho trovati in tutte le parti del mondo”.

Cosa direbbe per avvicinare i giovani e non solo al tango?

“Non serve sapere un’altra lingua per ballare il tango. Basta conoscere i codici.  Il tango fa bene alla salute, fa molto bene al cuore. Ballandolo si può trovare un amico, un amore, un amante. E’ un momento di essenza suprema che non può regalare nessuna altra danza”.

 Gabriella Lax

2 thoughts on “A passo di tango con Zotto

  1. Un mio amico che trovavo spesso un po’ annoiato, quasi stanco di vivere, da quando pratica tango sembra un’altra persona, appare rinato.

    Penso che ognuno di noi debba impegnarsi in qualcosa che fa bene alla mente e allo spirito per restare sempre “vivi”.

    Un ringraziamento a gabriella Lax per questo splendido blog che mi sembra curato con grande passione.
    Fa

    • Con il cuore Fabio davvero grazie. E… a proposito di cuore: il tango fa bene al cuore da due punti di vista. Principalmente per il tipo di movimento che non implica notevoli sforzi e, dunque può essere praticato da tutti; in secondo luogo è il ritmo stesso del tango che, secondo gli studiosi di musicologia, migliora e stabilizza al battito cardiaco.

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