Dalla “reticula” alla Birkin

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“Un uomo che ti regala una borsa è speciale. Un uomo che ti regala una Birkin è il principe azzurro”. La Birkin è una borsa di culto firmata da Hermès, uno degli accessori più ricercati dalle donne.

Ne è passata di acqua sotto i ponti da quando le donne romane utilizzavano le “reticula”, tornate in voga a Parigi, durante la Rivoluzione francese. Fino ad allora infatti le ampie vesti femminili, spesso dotate di tasche, avevano eclissato la borsa. Se mettiamo da parte la scarsella, pacchettino da appendere alla cintura, è nell’Ottocento che, solo dopo il tramonto degli abiti in crinolina, riappare la borsa. Il boom arriva dopo la prima guerra mondiale, con la produzione in scala industriale e l’utilizzo di materiali durevoli. Già dagli anni Trenta nascono le prime borse storiche: la Kelly di Hermès, nata inizialmente come porta sella, da utilizzare nel corso delle battute di caccia e presa a cuore dal pubblico femminile, si chiamerà così solo vent’anni più tardi in onore della principessa Grace Kelly, fotografata da Life mentre, col prezioso accessorio, tentava di nascondere il pancione.

Fu poi l’epoca del primo secchiello a tracolla disegnato da Elsa Schiaparelli e della Gucci in tela nei classici verde e rosso. Gli anni Cinquanta sono rappresentati dall’innovazione di Coco Chanel e dalle sue creazioni come la borsa quadrata, in pelle caratterizzata dall’effetto metalassé, arricchita da un’elegante chiusura a fermaglio e dalla catena a tracolla. Solo negli anni Sessanta si deve a Mary Quant, storica inventrice della minigonna, la presentazione della borsa a tracolla e delle sacche in tessuto morbido e sfrangiato, stile hippy per intenderci.

Si arriva al periodo delle borse Borbonese, col marchio di fabbrica costituito dallocchio di pernice che rende il brand famoso nel mondo. Gli ultimi anni sono quelli dell’avvento (nonostante quella della borsa sia una moda passeggera) del pret à porter italiano, caratterizzato dall’introduzione di nuovi pellami e la comparsa di materiali nati in laboratorio come il nylon ultraresistente.

Gabriella Lax

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