Versace, l’innovazione contro la crisi

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Chissà come avrebbe reagito al momento di crisi economica l’estro creativo di Gianni Versace. Chissà se, a modo suo, abituato ad essere un innovatore nelle forme e nei modi, sarebbe stato in grado di fronteggiare il disastro economico.

Un punto di forza di Versace era l’esser riuscito ad affermarsi nel comparto della moda trasformando, dopo averlo fatto suo, il valore artigianale in un’industria prêt-à-porter e dell’alta moda. La forza del marchio era sostenuta anche dalle sue tante frequentazioni e commistioni col mondo dell’arte e del teatro che costituivano un’importante cassa di risonanza per la sua attività di creatore d’abiti. Lo “stilista – sarto” aveva capito come muoversi nell’ambiente del teatro e dello spettacolo e, per questo, era riuscito a far nascere un vero e proprio impero creativo collaborando come costumista con importanti coreografi e registi.

Quanto allo stile, Versace ha ripercorso, in modo trasversale, la moda dal passato. A partire dalle ispirazioni dei drappeggi “plissé”, agli abiti  rinascimentali poi naturalmente stravolti dalla forza della sua immaginazione estroversa. Nel rievocare quei modelli era teso alla ridefinizione della funzione strutturale del tessuto e dei capi, che poi sconvolgeva in maniera “neobarocca”. Alla fine degli anni Ottanta, gli abiti di Versace diventano sempre più colti ed influenzati dal rapporto diretto con l’arte che viene portata in passerella realizzando delle vere e proprie collezioni stravaganti, ispirate ad artisti pop come Picasso, Kandinskij e Klimt, tele che lo stilista colleziona, nella sua continua ricerca del bello.

Ma la vera innovazione di Versace passa soprattutto dalle ricerche tecnologiche, dall’accostamento, inconsueto e irriverente, dei materiali eterogenei che lo stilista giustappone con naturalezza e sapienza  creativa. Smembra e rivaluta i tessuti che associa a materiali particolari come metallo, plastica, pelle, gomma, cuoio, seta, tessuti stampati e ricami. Negli anni Ottanta, la maison della medusa dà vita alla prima serie di capi in maglia metallica, che rimandano ai modelli del passato, ovvero all’utilizzo delle camicia di maglia d’acciaio portata anticamente sotto l’armatura. Negli anni Novanta, Versace svela e sottolinea la nudità femminile giocando con le trasparenze e scolpendo il corpo con la pelle e protuberanza metalliche. Anticipa le esigenze e la personalità stravagante della donna di oggi, esaltata nell’esuberanza della sua femminilità con la seta modernizzata però da motivi geometrici e colori sgargianti. Carnale, lo stile Versace ha una forte connotazione sessuale, ostentata e mai sopita.Con queste qualità e con il suo spirito mai domo con le sue “rivoluzioni”,, Gianni Versace l’innovatore, sarebbe riuscito ad arginare, ad aggirare, in qualche modo, la crisi? Peccato che la domanda non avrà mai una risposta.

Gabriella Lax

 

 

One thought on “Versace, l’innovazione contro la crisi

  1. Credo che il vuoto lasciato da Gianni Versace nel mondo della moda non sia colmabile.

    Era un genio e nessuno oggi appare in grado di avvicinarsi nemmeno lontanamente alla sua immensa “creatività”.

    Desidero infine congratularmi con l’autrice di questo raffinato e bellissimo blog sottolineando come indubbiamente si senta il bisogno di iniziative come questa, in particolare su questa materia.

    Fa

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